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  Storia di San Perfetto e del suo legame con Cisterna

San Perfetto fu un sacerdote di Cordova del IX secolo, il quale, un giorno, camminando per le strade della città, fu avvicinato dagli arabi, che gli chiesero di spiegare i motivi della propria religione e della sua opposizione a loro. Egli prontamente disse: "Io non oso parlare del parere che noi cristiani abbiamo del vostro profeta". Ci viene detto, tuttavia che, essendogli stato assicurato che non gli sarebbe successo niente di male, che avrebbe avuto libertà di parola, egli descrisse Maometto come amico e alleato del diavolo, aggiungendo che tutti coloro che credevano in lui sarebbero stati condannati ad alimentare il fuoco inestinguibile dell’inferno. Lo zelo con cui egli condannò i vizi dell’impostore fu abbastanza lodevole, ma la sua denuncia fu imprudente e non fu tollerata. Offese così profondamente i suoi interlocutori, che, anche se lo lasciarono andare in quell’occasione, successivamente lo catturarono, lo trascinarono davanti al cadi e lo accusarono di aver bestemmiato il profeta. Nel timore della punizione, Perfetto negò l'accusa, ma fu comunque condotto in un carcere. Mentre era lì, si vergognò della sua viltà, e rafforzò il suo cuore per il processo che lo attendeva; dopo poco tempo, fu trascinato fuori dalla prigione, e portato davanti al boia. Con tutto il cuore e l'anima, maledì il profeta, e tutti coloro che lo onoravano. "Io ho maledetto, e maledirò il vostro profeta: l’ho chiamato e lo chiamo creatura del diavolo, mago, adultero, e bugiardo! Ho denunciato le empietà della vostra setta come invenzioni del diavolo!”. Mentre pronunziò queste verità, la scimitarra gli separò la testa dal corpo. La sua morte, dice Sant’Eulogio, fu comunque vendicata: due mori annegarono nel Guadalquivir, una sciagura che la fede ardente del biografo attribuì alla mano del paradiso. San Perfetto mor ì a Cordoba il 18 aprile 850, di venerdì. Prima di subire la decapitazione con la scimitarra, gli furono tagliati orecchie e naso e cavati gli occhi. Fu sepolto nella basilica di Sant’Acisclo a Cordoba, in una cappella dedicata a Sant’Acisclo e a San Perfetto medesimo. Il corpo di San Perfetto fu traslato nella chiesa parrocchiale di San Pietro, a Cordoba, nel 1124. Nel 1339, come accadde per altri resti di martiri nativi di Cordoba, il corpo fu portato in un altro luogo, probabilmente in Italia. A Cisterna deve in ogni caso essere arrivato entro il 1504, anno in cui venne eretta la chiesa di San Pietro, in cui fu custodito il corpo fino al 1944.

 
 
 
 
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